Il caro cugino Accifst, nipote di Federico, sul post pubblicato su gransasso.splinder.com/tag/adamoli parla del nonno: "Mi diceva mia madre che era simpaticissimo e con una vena comica travolgente. Era benvoluto da tutti e forse soprattutto dalle donne. Pare infatti che nonna Annunziata sia stata tormentata per molti anni dalla gelosia verso il marito. Mia madre però ci teneva sempre a precisare (abbassando la voce e parlando più in fretta) che "a llù povere Papà, ahère li femmene che l'accimendeve". So che la sua salute fu irrimediabilmente compromessa dal sevizio prestato al fronte, durante la prima guerra mondiale. E poi certo non lo aiutarono le preoccupazioni e tensioni del negozio".
A proposito di questa vena comica di Federico (la moglie diceva di lui che "con la sua chiacchiera impapisce tutti"), in una lettera che nel 1936 Annunziata manda al 22enne figlio universitario Giovanni (mio padre) che si trovava a studiare a Genova, e che in quel periodo sembra fosse un po' depresso, per tirarlo su gli racconta che il padre, recatosi a Villa Imperatore ad accompagnare la figlia Italia per una supplenza di un mese (una delle sue prime supplenze), si trovò ad assistere alla sostituzione di una serratura nella scuola: "Ci fece ridere perché col preside assistette il falegname a mettere la serratura. Ora ad ogni colpo di martello il preside zicchiava e diceva, hai! Un momento si allontanò e allora il falegname disse: "Non vite come fa? damò che l’avrì masse la serrature!" Poi tuo padre rifece la mossa del falegname che col martello minacciava il Preside, ad una voltata di questi. Se tu fossi stato presente avresti di certo riso molto. Perciò ti raccomando anche ora che sei lontano procura di essere allegro perché l’allegria fa buon sangue e dona tranquillità".
A proposito di questa vena comica di Federico (la moglie diceva di lui che "con la sua chiacchiera impapisce tutti"), in una lettera che nel 1936 Annunziata manda al 22enne figlio universitario Giovanni (mio padre) che si trovava a studiare a Genova, e che in quel periodo sembra fosse un po' depresso, per tirarlo su gli racconta che il padre, recatosi a Villa Imperatore ad accompagnare la figlia Italia per una supplenza di un mese (una delle sue prime supplenze), si trovò ad assistere alla sostituzione di una serratura nella scuola: "Ci fece ridere perché col preside assistette il falegname a mettere la serratura. Ora ad ogni colpo di martello il preside zicchiava e diceva, hai! Un momento si allontanò e allora il falegname disse: "Non vite come fa? damò che l’avrì masse la serrature!" Poi tuo padre rifece la mossa del falegname che col martello minacciava il Preside, ad una voltata di questi. Se tu fossi stato presente avresti di certo riso molto. Perciò ti raccomando anche ora che sei lontano procura di essere allegro perché l’allegria fa buon sangue e dona tranquillità".








